giovedì, 28 febbraio 2008, ore 17:01
scarabocchiato da myto in pesantezza

Così stanca che a malapena riesco a schiacciare il tasto per accendere il computer.
Pensare, scrivere qualcosa ...no non ce la faccio.

Alla prossima ondata di energia ( che spero arrivi presto)

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lunedì, 25 febbraio 2008, ore 16:23
scarabocchiato da myto in io e mia figlia

E' quasi notte fonda e, prima di dormire, un po' di confidenze fra me e ADO.
Visto che di lei non si può parlare, mi butto sulle amiche: meglio che niente.
"Allora, la tua amica del cuore (una delle tre) si è poi messa con quello lì?"
"Mah!?!"
"Come 'mah', sono usciti insiemo o no?"
"Sì, sì.."
"E allora?"
"Allora, cosa?"
"Si sono 'messi'o no?"
"Boh?"
"Ah, non vuole raccontare ancora nulla: fa bene!"
"Ma.. veramente..."
"Insomma, si sono baciati, o no?"
"Certamente, ma.. che c'entra?"

Avrò anche fatto il '68 (nel senso che mi ricordo l'aria che tirava), ma di fronte a questa conversazione, così ricca di contenuti, sono rimasta allibita.
Pare che la mia sensazione sia dovuta al divario generazionale che (qualunque cosa tu abbia fatto da giovane) esisterà sempre fra genitori e figli.

Io, comunque 'se mi baciavo', mi consideravo 'messa' con il baciante, lo andavo subito a dire alle mie amiche del cuore, riempivo le pagine del diario (scolastico) con il suo nome, imparavo all'istante a mente il suo numero di telefono ed entravo, beatamente, nel gruppo di quelle 'con'.
Questo a prescindere dall'intensità del sentimento.
Baciarsi, insomma, aveva la sua importanza.

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domenica, 24 febbraio 2008, ore 21:05
scarabocchiato da myto in ricordi

...allora: innanzitutto il tabacco ve lo lascio tutto; il vino quasi tutto, tanto a me ne basta poco 'per', ma...Venere no, eh lei no, per favore non me l'allontanate.
Ma scherziamo?
La nostra è una grande amicizia.
La conobbi in terza elementare e, come fa sempre lei, si presentò sotto altre forme: un bambino di quinta, moro e bellissimo. Eravamo a vedere un film (ricordo ancora la colonna sonora) e lui mi scioglieva in continuazione il fiocco del grembiulino bianco. Io mi giravo e gli dicevo "La vuoi smettere?", per tutto il film non facemmo altro, ma conservo ancora viva l'intensità di quei suoi gesti e delle mie parole.
Da allora siamo diventate grandi amiche; mi è sempre stata accanto; i miei momenti più dolorosi li ho superati grazie a lei; quelli magici me lo sono goduti fino in fondo, con lei alle spalle, che si congratulava con me.
A volte (questo lo devo dire), è stata un po' invadente e mi è stata vicino, troppo vicino, anche quando non ce n'era proprio bisogno. In quei casi ho fatto una gran fatica per allontanarla. Comunque, per fortuna, non si è mai offesa ed è sempre tornata.
Insomma, una grande amicizia.....ora, però siamo in crisi. Momentaneamente separate.
Non so se telefonare o mandare un sms.
Forse basta questo post.

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sabato, 23 febbraio 2008, ore 06:07
scarabocchiato da myto in sorrisi

Né tabacco, né venere: solo Bacco, non molto, un bicchiere (forse due...).


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domenica, 17 febbraio 2008, ore 09:53
scarabocchiato da myto in

Il mio nuovo uomo è alto circa un metro. Capelli neri. Occhi vispi. Denti, quelli davanti, ridotti ad un cumulo di macerie.

L'ho conosciuto ieri sera e, non appena sono entrata in casa sua, mi ha messo in mano una candelina per farmela accendere e sistemarla insieme a tante altre davanti al caminetto.Con me sono entrati altri amici (a lui, però, sconosciuti), ha dato candeline a tutti, ridendo e parlandoci in una lingua non comune, ma con melodia, già del tutto fiorentina.

Richiedeva la nostra attenzione, come fanno sempre i più piccoli.

E' stato stupendamente capriccioso, quando si è accorto che la mamma non gli avrebbe cucinato la sua solita pasta (penne), ma ravioli e gnocchi integrali, che, forse, non aveva mai visto. Senza piangere, ha messo su un broncio da mille punti, si è rannicchiato nell'angolo più improbabile della cucina, ha preteso un pentolino con un po' di penne crude e se l'è abbracciate con amore, allungando ogni tanto le braccia con negli occhi la supplica "A me cuocimi queste!". Non appena ha capito che proprio non era aria, si è limitato a sbatterle rumorosamente, poi a tavola, ha spolverato i ravioli, come se non avesse mangiato altro nella vita.

Gli gnocchi integrali, no. Non esageriamo.

Ha imparato in un attimo a giocare con i labirinti, dimostrando una capacità visiva e intuitiva notevole. Ha disegnato figurine piccolissime, precise, colorate, ha fatto i ritratti a tutti, mettendo in evidenza soprattutto orecchie, capelli e colore dei nostri maglioni. Si è poi lanciato nella rielaborazione grafica di missili che uno di noi grandi gli disegnava. Ha incantato l'unica altra bambina del gruppo, più grande di lui, ma felice di essergli vicina.

Si è fatto gli affari suoi, quando noi non ci interessavamo a lui.

Non ha fatto uno sbadiglio, mentre intorno c'erano già evidenti cedimenti.

Ci ha salutato mandandoci un bacio con un soffio sulla mano e, quando gli ho detto "Ma i libri che ti ho regalato , non li porti nella tua casina di città?", mi ha risposto con un gran gesto delle braccia che, chiaramente diceva "A casa ho già tanti libri, questi me li lascio per quando vengo qui". Giusto.

E'qui da un mese.

Ci rimarrà per una vita.

Una vita che ognuno di noi, dopo ieri sera, gli augura bella: come lui.

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venerdì, 15 febbraio 2008, ore 22:14
scarabocchiato da myto in

Con tutte le 'spine' possibili mi sto ricaricando, infilandomi nella varie 'prese' che incontro.
Quanto mi ci vorrà? tre ore come al cellulare?
Di più?
Va bene:s'aspetterà.
Noi donne grandi, mature e disallineate non ci s'ha furia, per nulla!

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mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 09:03
scarabocchiato da myto in sorrisi

E' sempre bello.
Mi incuriosisce ancora.
Mi emoziona.
Ne sono innamorata come prima.
Il giorno del mio compleanno.
C'è chi non ne fa parola con nessuno, chi "a me non importa", chi se lo trascorre con pochi intimi, chi vorrebbe morire e resuscitare il giorno dopo...
Io no: lo preannuncio, lo ricordo, lo dico a chi ho intorno e me lo godo.
Fossi una scrittrice di professione, scriverei un libro su questo mio giorno dell'anno, forse verrebbe anche bene, ma non mi riesce e poi, diciamocelo, mi farebbe una gran fatica.
Mi piace l'attesa (un tempo dei regali, ora sinceramente molto meno); mi piace questo 'riassunto' delle persone che si ricordano di me e, soprattutto, mi piacciono le niu-entri ( in barca a vela, nel dubbio 'si lasca' ed in inglese, io nel dubbio, scrivo la pronuncia).
L'augurio di chi prima non ti conosceva è acqua rinfrescante nell'afa della quotidianità, nello scontato.
L'augurio dei soliti è, al contrario, come una bella copertina di lana calda e colorata, magari vecchiotta, ma sicuramente insostituibile.
A scuola: sembravo Wanda Osiris, su e giù per le scale a distribuire cioccolatini a tutti quelli che incontravo. Bacini, abbraccini, regalini, paroline... I ragazzi di prima, schierati, in piedi a cantare. Questo di mattina.
Nel pomeriggio: distribuzione pagelle, compito al posto del quale farei veramente di tutto ,dare lo straccio per terra, pulire i bagni, riordinare la biblioteca...
Sono ahimé coordinatrice in terza e lo devo proprio fare.
Ma, sarà stata l'energia del compleanno, ho superato brillantemente le due ore e mezzo di prova. Le famiglie dei 6 (dico 6!) bocciandi sono uscite con il sorriso sulla bocca e, giuro, di non aver detto loro bugie.
Infine la classica cena a sorpresa.
Il Musico e ADO sono riusciti ad imbastire una rete di collegamenti tale, che mi sono trovata davanti le persone a me più care (alcune non le vedevo davvero da tanto) che, per farmi festa hanno superato la pigrizia di un normale martedì sera,freddissimo per giunta.

Oggi, mercoledì, è il mio giorno libero. Non male.

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lunedì, 11 febbraio 2008, ore 15:47
scarabocchiato da myto in latino

Se qualcuno, casualmente, dovesse trovare scritto (con pennarello nero indelebile) sulla cornice di più d'una lavagna "repetita iuvant", sappia che quasi certamente l'ho scritto io. Lo scrivevo quando insegnavo ai bambini più piccoli e dicevo loro (forse convincendoli) che ripetere le cose, lette, viste, studiate, ascoltate..fa sempre bene.

Oggi, mentre cercavo qualcosa di più 'sostanzioso' da scrivere sulla lavagna della terza (dove fra l'altro già campeggia un bel 'verba volant, scripta manent'), mi sono imbattuta in questa affermazione ciceroniana "Studia adulescentiam alunt, senectutem oblectant" più o meno: 'lo studio nutre la giovinezza e distrae la vecchiaia'.

Bella, ma non la scrivo: i miei alunni sono culturalmente anoressici (non tutti) ed io sono anche troppo distratta.

E poi che c'entra la vecchiaia, "vero ADO, io non sono mica vecchia?".

Risposta, (accompagnata da una tenera pacca sulla spalla): " Insomma...nel Miles, l''arzillo vecchietto' aveva circa la tua età".

Oh, figliolina! ma che ci vai a fare un giro, eh?

Sulla lavagna domani, giorno del mio compleanno, scriverò "PLENIS VELIS".

Sperando che il mare non sia troppo mosso...

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domenica, 10 febbraio 2008, ore 07:38
scarabocchiato da myto in

Dixit Epicuro:
"Di fronte ad ogni desiderio bisogna porsi questa domanda: che cosa accadrà se il mio desiderio sarà esaudito,e che cosa accadrà se non lo sarà?"

Ho una settimana di tempo per scoprirlo.

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venerdì, 08 febbraio 2008, ore 15:14
scarabocchiato da myto in cose serie, casalinghitudine

Una delle mie caratteristiche più salienti è di aver sempre voglia di cose nuove.

Ogni aspetto della mia vita ha bisogno di essere annaffiato, ogni tanto, dalla meravigliosa pioggia della novità. Ciò non significa che io sia 'facile' ai cambiamenti: anzi. Ho, però, sempre bisogno di vedere, intorno a me, cose, persone, situazioni, nuove o, quanto meno, trasformate, in meglio o in peggio, questo non importa, ma sicuramente in movimento. E'bello quando intorno a me ci sono novità: io mi metto ad osservarle, beatamente,ma a dovuta distanza, come dire "fra un po' mi muovo anch'io".

Insomma un modo come un altro per rimandare, per non fare ciò che, forse, farei bene a mettere in atto...al più presto.

Non mi aspetto comprensione, dal momento che la prima a non capire son proprio io.

Mi serve scrivere, mi sembra di vedermi meglio.

Ho scritto 'vedermi', non 'capirmi': per questo mi devo ancora attrezzare.

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