sabato, 16 agosto 2008, ore 22:49
" La sua valigia supera di tre chili il peso previsto: sono 45 euro di penale"
"Cooosa?"
A parte il fatto che, in tre, alla fine della vacanza, si faceva fatica a trovare 45 euro, io proprio così stupidamente non li volevo spendere. E Allora?
Allora ci si rimette in coda (lunga) e si cerca di eliminare qualcosa dalla valigia.
Così, davanti a tanta gente, senza il minimo pudore ho cominciato a razzolare fra maglie, pantaloni, mutande, alla ricerca di qualcosa da togliere.
Alla fine ci siamo imbarcati in tal modo: io con le scarpe da ginnastica e con i piedi che mi scoppiavano per il caldo, una maglia legata in vita ed un mega maglione spesso e pesante al collo, zainetto pesantissimo.
ADO con tre felpe, due in vita, una sulle spalle, zainetto pesantissimo con libri e mie ciabatte.
Il Musico con un mio maglione in mano (non sulle spalle, o in vita, no, in mano per fare capire bene che non era il suo), zainetto pesantissimo.
Alla fine la mia valigia, è vero, pesava di meno, ma noi tre si pesava di più.
E allora, cosa cambiava?
Nulla.
Pura creatività dei voli a low cost.
Questa è stata la conclusione della mia vacanzona in terra di Spagna.
Con calma racconterò qualcosa: ora ho bisogno di un po' di tempo per riordinare i ricordi.
L'ho detto, è stata una 'vacanzona'.
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sabato, 19 luglio 2008, ore 11:57
Serata di luna piena al teatro romano di Fiesole.
Pubblico composto dai ragazzi del jazz: capelli bianchi, brizzolati, doppi menti, decolleté maturi, pance da non poter nascondere più, qualche giovinetto/a, abbronzature e bei vestiti.
Wayne Shorter quartet.
Entusiasmo espresso con gli urlettini (ieeee!!!!) e i fischi, insomma consenso da ragazzi del jazz.
Alla fine, tutti in piedi con le mani sulla schiena, intirizziti dalla scomoda posizione e con un unico pensiero gigante "Un s'ha più l'età pe' questi posti!"
Io, ieri sera, l'età me la sentivo giusta, ma l'umore no, quello era nero come la notte.
Stamani, questo stupido sole che continua a risplendere mi rende tutto ancora più cupo.
Son fatta così.
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venerdì, 18 luglio 2008, ore 17:55
...e invece no.
A tanto lucore iniziale son seguiti strani ed inquietanti giorni d'ozio.
Poca energia, umore fluttuante (tendente al basso), inquietudine, apatia...
No, io la mia estate non l'avevo prenotata così, qualcuno ha scambiato il pacchetto.
Sarà dura, ma ce la metterò tutta affinchè ritornino i miei sereni giorni di vacanza.
Mi rendo conto che questo post non interessa a nessuno, ma per me ha un grande valore.
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venerdì, 11 luglio 2008, ore 17:44
7 giorni di beatitudine.
7 giorni in cui non mi sono mai, dico mai, preoccupata degli orari di rientro notturni di ADO.
7 giorni in cui ho dovuto scegliere se mangiare un panino o un'insalata di riso, se andare a Baratti o a Rimigliano, se cenare in pizzeria oppure in casa, se andare a trovare amica x o amica y, se comprarmi il costume giallo o quello a pois (li ho comprati tutti e due...).
7 giorni in cui ogni scelta si è rivelata appropriata, ogni momento è stato goduto.
7 giorni di non ansia.
Non sono ingrassata, sono ben abbronzata, ho una bell'aria rilassata e, me lo voglio proprio dire, sono più attraente.
Beauty farm?
No.
Semplicemente un affettuoso invito di una carissima amica, in un bel posto, senza famiglia.
Spero 7 giorni epifanici di altri bei momenti.
Oggi a casa per il diciassettesimo compleanno di ADO e per il primo anniversario del mio blogghino carissimo.
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lunedì, 30 giugno 2008, ore 22:48
Come tante altre volte, io e amica carissima siamo andate a fare una camminata serale nei dintorni del nostro quartiere.
Stasera faceva (fa) molto caldo e quando siamo passate davanti al bar "Rubirosa", abbiamo deciso di fermarci per bere qualcosa.
Il bar suddetto è frequentato esclusivamente da maschi ( molti non più giovanissimi) che, prima di uscire si sono spalmati addosso una scatola di cera Nugget per scarpe di colore marrone, questo sempre, in ogni stagione dell'anno e da femmine di vario tipo, giovani e meno giovani, tutte molto 'in tiro'. che spesso vedo, a distanza di ore (passo di lì quando esco e ripasso quando rientro) sempre a sedere allo stesso tavolino, davanti allo stesso bicchiere, con la stessa solitudine.
I tavoli fuori sono in mezzo alla pista ciclabile, che lì, appunto fa un'ansa e costringe noi ciclisti ad un improbabile slalom, per non agganciare gli avventori con il manubrio della bici.
L'ubicazione di tale bar è sul viale più trafficato della città, quindi, chi soggiorna lì per più di due ore, oltre al Martini, alla Coca ecc. beve monossido di carbonio, mangia sushi con polveri sottili e tutto quanto di meglio può fornire un grande viale di un grande centro urbano.
Spesso, quando passo davanti a luoghi di ritrovo frequentati da ragazzi, m'incanto a guardarli: mi piacciono la confusione, i colori, gli afrori...mi stupisce (e invidio) il loro ardire estetico, ammiro il menefreghismo ostentato.
Non mi ci fermo però, se posso vado in altri luoghi.
Il mio tempo per stare con loro è passato e va bene così.
Stasera, dicevo, faceva (e fa) molto caldo, non c'erano nei dintorni altri luoghi aperti e siamo dovute entrare al suddetto bar: non allegra confusione, ma rumore della peggior specie fra macchine e pretenziosa musica; non colori, ma situazione monocromatica fra le figurine Nugget; non afrori, ma tutti gli stessi profumi; l'ardire estetico non volava oltre le enormi D&G, GG, e roba simile; l'ostentazione no, quella c'era e le macchine parcheggiate in seconda e terza fila scendevano di poco sotto la Porsche, la Mercedes ecc. Naturalmente c'erano tante Smart (vuoi mettere?)
Ho chiesto due acque brillanti.
"Due acque toniche, volete dire?" sì, testa di m...tirata a lucido, non sono la stessa cosa?
Pago con una banconota da 20 euro e me ne rendono 8.
Ho speso 12 euro (24.000 lire!) per 2 acque brillanti (pardon toniche).
Non scrivo, per pudore, le cazzate che mi hanno detto 2 poveri ragazzini, tirati a lucido, costretti a lavorare in quel pessimo posto, per cercare di spiegare il perchè di quella cifra assurda. Anzi no, una la scrivo "Ma in questo prezzo è compreso anche il mangiare!"
"Quale mangiare, scusa?"
"L'aperitivo, è chiaro!"
Alle 11 di sera?
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domenica, 29 giugno 2008, ore 10:09
La mia amata terza C ha chiuso il bandone, tirato giù la saracinesca, tutto si è concluso ieri mattina con le ultime tre ragazze esaminate.
Mi è assolutamente estranea la sensazione di sollievo provata da molti insegnanti in questa situazione. Anch'io ho fatto la spiritosona mandando sms con su scritto "Finalmente" (niente a che fare con il "Finalmente" di qualche post fa), anch'io ho detto come tutti "Che bello, è finita!", ma non è vero niente.
In questi tre giorni di orali me li sono proprio goduti, i miei ragazzi.
Ben vestiti ed emozionati fino all'impossibile: mani fredde e sudate, bocche secche da traversata nel deserto, occhi che cercavano il consenso e che prima o poi tornavano sempre su di me, per essere rassicurati.
I maschi con i visi rossi, le femmine bianche come cenci.
Impacciati in modo esagerato, incapaci di ridere alle battute (demenziali, in verità) che i prof spesso fanno quando sono in commissione d'esame.
Tutti senza memoria, "Dai, su cerca di ricordare... è un argomento su cui abbiamo tanto discusso quest'anno...".
Niente, nessuno (o quasi) ricordava. Il copione ammetteva soltanto quello che avevano nella tesina...e basta!
Le tesine.
Perfette quelle dei bravi, con impaginazione da grande casa editrice, con indici, premesse e via di seguito. Disperanti quelle dei c...non bravi: pagine raccattate chissà dove, piene di errori e con parole spesso a loro estranee.
Mi è sembrato tutto importante, tutto era al posto giusto, ognuno ha fatto la sua parte, senza stonature, con semplicità.
I bravi, che con le loro esposizioni e i loro lavori accurati hanno distribuito un po' di gratificazioni a noi prof.
I modesti, che sono riusciti a tirare fuori tutto quanto di meglio avevano e ci hanno piacevolmente sorpreso.
Gli altri, i 'non', quelli che 'mai una volta, neanche oggi', che ci hanno costretto a domande fatte di aria fritta, pur di far loro aprire bocca.
Tutta la terza C, insomma, ha fatto la propria parte, tutti sapevano bene bene il proprio copione.
Finisce qui, banalmente , con un "Vi voglio bene, ragazzi"
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lunedì, 23 giugno 2008, ore 07:39
C'è un modo migliore per festeggiare il solstizio d'estate?
Pratone davanti al gigante di villa Demidoff.
Buio.
Temperatura perfetta (solo un po' d'umidiccio, prontamente parato dal sacchetto del super).
Un mare di gente, rilassata e pronta al godimento.
NO, NON ERA IL SET DI UN FILM PORNOGRAFICO!
Alle 22.30 sulle note di Rossini, prima, e Vivaldi poi, si sono levati al cielo, in perfetta sintonia con i tempi della musica, dei bellissimi fuochi.
Quando dico bellissimi, so quel che dico.
C'erano anche quelli che si accendono già a terra e ci rimangono, tipo girandole, ma non solo, insomma quelli che fanno tanto reggia di Versailles, ai tempi di re Sole.
A seconda del fuoco, io cambiavo posizione: distesa per quelli in cielo, seduta per quelli a terrra.
Erano vicinissimi.
Anche il Musico ne ha ammesso il fascino.
Insomma i fuochi, più il FINALMENTE è stato un bell'inizio d'estate.
Un bell'inizio, dicevo, nonostante il giro fatto in bici, dopo mezzanotte, per andare alla notte bianca, abbia seriamente rischiato di compromettere tutto: una cagata pazzesca (la notte bianca intendo).
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mercoledì, 18 giugno 2008, ore 17:36
Il sole dell'estate vera: c'era.
Qualche nuvoletta a rinfrescare: c'era.
Pratini all'inglese con erbe fresca, soffice, quasi da brucare: c'erano.
Olivi sotto i quali trovare ombrina: c'erano.
Poltrone esageratamente bianche, grandi, comode (e stranamente libere): c'erano.
Quattro (dico 'quattro') piscine con scalini degradanti, alberelli in mezzo, una con idromassaggio, con acqua a temperatura assolutamente perfetta: c'erano.
Barrettino per comprare il cornetto: c'era.
Poca gente: c'era.
Il panorama della mia città vista da meravigliose colline: c'era.
Una demente che credeva di essere su di un set californiano e che per tre ore di seguito si è crogiolata al sole senza un'ombra di crema protettiva: c'era ...e c'è ancora , con la schiena e le spalle completamente bruciate.
E con ADO che le ripete in continuazione “Come godo, mamma, con tutte le palle che fai a me quando sono al mare, sulle creme che non mi devo mai scordare e via di seguito, come godo, mamma!”
Ma che c'entra, io non ero mica al mare.
Dov'ero?
Alle piscine esterne della mia palestra.
Qual è la mia palestra?
Eh, no, questo è troppo.
Posso solo dire che non ho fatto un mutuo per l'abbonamento annuale.
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venerdì, 13 giugno 2008, ore 15:45
Intanto ho riacceso il computer, ho fatto una giratina fra i miei amici per vedere se ci sono ancora tutti (ci sono), poi ho scritto questa trentina di parole e...poi si vedrà.
saluti a tutti.
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