domenica, 23 settembre 2007, ore 17:56
Bello quando i nostri figli fanno quello che garbava anche a noi!
Io sono praticamente nata con la macchina fotografica in mano.
Il mio balocchino preferito (ne vo ancora pazza) era la macchinina fotografica con le immagini dentro, Roma, S. Marino, Rimini...
Ho sempre avuto una macchina mia, fino alla mitica Asahi Pentax MX regalo di laurea del mio babbino.
Ho fatto migliaia di foto e ne ho stampate altrettante nei bagni delle case in cui sono vissuta.
Ho sempre fotografato i miei alunni nei loro primi cinque minuti di scuola e via via in tanti altri momenti. Alla fine del ciclo delle elementari regalavo loro un album personale con le foto più belle e i lucciconi dei genitori mi ripagavano delle nottate passate a riordinare quelle decine di scatti che avevo fatto ad ognuno.
L'infanzia di ADO è stata immortalata attimo per attimo ed ho riempito tanti tanti scaffali delle nostre librerie.
Poi, con l'avvento del digitale, il crollo, la crisi, non sono riuscita a fare più niente ed è solo ora che riemergo piano piano.
E' qui che entra in scena ADO, con una gran voglia di imparare, di sperimentare, di realizzare foto nuove, originali, sentite.
Ne ho appena vista una sul computer: il ritratto in bianco e nero di un'amica.
Sono sbalordita, felice e commossa.
E' una foto bellissima.
Brava la mia bambina!
(Se poi studiasse un po' di più il greco, raggiungerei una vera e propria estasi materna...)
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