lunedì, 19 maggio 2008, ore 20:01
Per sentirsi veramente in comunione con i propri alunni, un professore deve:
1) avere l'uggiolina allo stomaco, quando sa di non aver fatto (corretto) tutti i compiti nei tempi giusti. Sensazione, questa, tipica della domenica sera, capace di rovinarti la più splendida delle giornate.
2) Avere il batticuore quando l'indice della mano (la tua) scorre i nomi, per scegliere chi interrogare. Batticuore dovuto alla paura fottuta di beccare, ancora una volta impreparato, Tizio, Caio e Sempronia.
3) Tirare un sospiro di sollievo quando senti dire "Profe, veniamo noi due volontarie!" (il femminile non è casuale).
4) Mimare il gesto di lanciare una bomba a mano addosso a professore 'latrante' che, dal corridoio, disturba tutti.
5) Scambiare occhiate complici con le ragazzine di terza quando, raramente (molto raramente) arriva a scuola qualche operatore esterno (troppo esterno) piuttosto belloccio.
6) Aspettare a gloria la campanella della ricreazione.
7) Entrare in classe, il lunedì, urlando "Fiorentina: tarattatà!"esclamazione, questa, ripetuta spesso in questo anno.
Ecco, io e i miei alunni: una cosa sola.
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