mercoledì, 18 giugno 2008, ore 17:36
Il sole dell'estate vera: c'era.
Qualche nuvoletta a rinfrescare: c'era.
Pratini all'inglese con erbe fresca, soffice, quasi da brucare: c'erano.
Olivi sotto i quali trovare ombrina: c'erano.
Poltrone esageratamente bianche, grandi, comode (e stranamente libere): c'erano.
Quattro (dico 'quattro') piscine con scalini degradanti, alberelli in mezzo, una con idromassaggio, con acqua a temperatura assolutamente perfetta: c'erano.
Barrettino per comprare il cornetto: c'era.
Poca gente: c'era.
Il panorama della mia città vista da meravigliose colline: c'era.
Una demente che credeva di essere su di un set californiano e che per tre ore di seguito si è crogiolata al sole senza un'ombra di crema protettiva: c'era ...e c'è ancora , con la schiena e le spalle completamente bruciate.
E con ADO che le ripete in continuazione “Come godo, mamma, con tutte le palle che fai a me quando sono al mare, sulle creme che non mi devo mai scordare e via di seguito, come godo, mamma!”
Ma che c'entra, io non ero mica al mare.
Dov'ero?
Alle piscine esterne della mia palestra.
Qual è la mia palestra?
Eh, no, questo è troppo.
Posso solo dire che non ho fatto un mutuo per l'abbonamento annuale.
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