domenica, 14 settembre 2008, ore 19:15
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni

Per domani, primo giorno di scuola, due gli stati d'animo ammessi:
curiosità per i nostri nuovi alunni e incazzatura tremenda per quello che sta combinando la ministra.
...e basta!
Buon lavoro a tutti i colleghi ed ai ragazzi che passano di qui (vabbè anche a quelli che non ci passano).

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sabato, 13 settembre 2008, ore 08:14
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni

Lunedì mattina i miei primini troveranno sui loro banchi una poesia legata con un nastrino colorato, come benvenuto.
E' da circa dieci giorni che spulcio i libri che ho in casa, ma...niente. . . non ne trovo una giusta, o meglio, quelle che mi piacciono le ho già 'usate'.
E'vero, i ragazzi non sono gli stessi, ma anche a me piace cambiare.
Sono quindi andata per librerie.
Nada de nada.
E allora?
Che me la date una mano?
Grazie.
Vanno bene anche brani di prosa (brevi naturalmente!).

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domenica, 29 giugno 2008, ore 10:09
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni

La mia amata terza C ha chiuso il bandone, tirato giù la saracinesca, tutto si è concluso ieri mattina con le ultime tre ragazze esaminate.
Mi è assolutamente estranea la sensazione di sollievo provata da molti insegnanti in questa situazione. Anch'io ho fatto la spiritosona mandando sms con su scritto "Finalmente" (niente a che fare con il "Finalmente" di qualche post fa), anch'io ho detto come tutti "Che bello, è finita!", ma non è vero niente.
In questi tre giorni di orali me li sono proprio goduti, i miei ragazzi.
Ben vestiti ed emozionati fino all'impossibile: mani fredde e sudate, bocche secche da traversata nel deserto, occhi che cercavano il consenso e che prima o poi tornavano sempre su di me, per essere rassicurati.
I maschi con i visi rossi, le femmine bianche come cenci.
Impacciati in modo esagerato, incapaci di ridere alle battute (demenziali, in verità) che i prof spesso fanno quando sono in commissione d'esame.
Tutti senza memoria, "Dai, su cerca di ricordare... è un argomento su cui abbiamo tanto discusso quest'anno...".
Niente, nessuno (o quasi) ricordava. Il copione ammetteva soltanto quello che avevano nella tesina...e basta!
Le tesine.
Perfette quelle dei bravi, con impaginazione da grande casa editrice, con indici, premesse e via di seguito. Disperanti quelle dei c...non bravi: pagine raccattate chissà dove, piene di errori e con parole spesso a loro estranee.
Mi è sembrato tutto importante, tutto era al posto giusto, ognuno ha fatto la sua parte, senza stonature, con semplicità.
I bravi, che con le loro esposizioni e i loro lavori accurati hanno distribuito un po' di gratificazioni a noi prof.
I modesti, che sono riusciti a tirare fuori tutto quanto di meglio avevano e ci hanno piacevolmente sorpreso.
Gli altri, i 'non', quelli che 'mai una volta, neanche oggi', che ci hanno costretto a domande fatte di aria fritta, pur di far loro aprire bocca.
Tutta la terza C, insomma, ha fatto la propria parte, tutti sapevano bene bene il proprio copione.
Finisce qui, banalmente , con un "Vi voglio bene, ragazzi"

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giovedì, 03 gennaio 2008, ore 14:52
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni

Ideona!
Lunedì mattina i ragazzi di terza troveranno sui loro banchi il testo di questa canzone.
Poi si vede.


Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini
Submitted by albanova on Mer, 2006-12-06 17:12.

Viene Gennaio silenzioso e lieve
un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve
il mio corpo malato
il mio corpo malato.
Sono distese lungo la pianura
bianche file di campi
son come amanti dopo l'avventura
neri alberi stanchi.

Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino
ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino
il carnevale impazza.
L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore
appare la speranza
nei primi giorni di malato sole
la primavera danza.

Cantando Marzo porta le sue piogge
la nebbia squarcia il velo
porta la neve sciolta nelle rogge
il riso del disgelo.
Riempi il bicchiere, e con l'inverno butta
la penitenza vana
l'ala del tempo batte troppo in fretta
la guardi, è già lontana.

O giorni, o mesi, che
andate sempre via;
sempre simile a voi
è questa vita mia;
diverso tutti gli anni
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare.

Con giorni lunghi al sonno dedicati
il dolce Aprile viene
quali segreti scoprì in te il poeta
che ti chiamò crudele.
Ma nei tuoi giorni è bello addormentarsi
dopo fatto l'amore
come la terra dorme nella notte
dopo un giorno di sole.

Ben venga Maggio e il gonfalone amico
ben venga primavera
il nuovo amore getti via l'antico
nell'ombra della sera.
Ben venga Maggio, ben venga la rosa
che è dei poeti il fiore
mentre la canto con la mia chitarra
brindo a Cenne e a Folgore.

Giugno, che sei maturità dell'anno
di te ringrazio Dio
in un tuo giorno, sotto al sole caldo
ci sono nato io;
e con le messi che hai fra le tue mani
ci porti il tuo tesoro
con le tue spighe doni all'uomo il pane
alle femmine l'oro.

O giorni, o mesi, che
andate sempre via;
sempre simile a voi
è questa vita mia;
diverso tutti gli anni
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare.

Con giorni lunghi di colori chiari
ecco Luglio il leone
riposa e bevi, e il mondo attorno appare
come in una visione.

Non si lavora Agosto, nelle stanche
tue lunghe oziose ore
mai come adesso è bello inebriarsi
di vino e di calore.

Settembre è il mese del ripensamento
sugli anni e sull'età
dopo l'estate porta il dono usato
della perplessità.
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco
della tua identità
come scintille brucian nel tuo fuoco
le possibilità.

Non so se tutti hanno capito Ottobre
la tua grande bellezza
nei tini grassi come pance piene
prepari mosto e ebbrezza.
Lungo i miei monti, come uccelli tristi
fuggono nubi pazze
lungo i miei monti, colorati in rame
fumano nubi basse.

O giorni, o mesi, che
andate sempre via;
sempre simile a voi
è questa vita mia;
diverso tutti gli anni
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai giocare.

Cala Novembre, e le inquietanti nebbie
gravi coprono gli orti
lungo i giardini consacrati al pianto
si festeggiano i morti.
Cade la pioggia, ed il tuo viso bagna
di gocce di rugiada
te pure, un giorno, cambierà la sorte
in fango della strada.

E mi addormento come in un letargo
Dicembre, alle tue porte
lungo i tuoi giorni con la mente spargo
tristi semi di morte.
Uomini e cose lasciano per terra
esili ombre pigre
ma nei tuoi giorni, dai profeti detti
nasce Cristo la tigre.

O giorni, o mesi, che
andate sempre via;
sempre simile a voi
è questa vita mia;
diverso tutti gli anni
e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi
che non sai mai gioca

Francesco Guccini


P.S. E' ovvio che, poi, gliela faccio anche sentire (sempre che riesca a trovare un C.D.)

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lunedì, 29 ottobre 2007, ore 14:37
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni, io e loro

Dopo aver spiegato allitterazione, anafora ed onomatopea, ho detto ai terzini  "Scrivete una poesia, cercando di immedesimarvi in un adolescente ebreo, durante le persecuzioni, se vi riesce, metteteci un po' delle figure retoriche appena studiate".








Capolavori!








Questo in assoluto il migliore.                                                                                         








                                                              RICORDI








Ricordo il fumo che fluiva dal forno, sventrato ai corpi dal fuoco e filtrato nell'aria dal vento








Fiuu,fiuu,fiuuu...








Ricordo la rabbia ribollire in tutte le membra, riemergere nelle lacrime e scomparire come una








recente rievocazione








Drr, rr, drrr...








Ricordo la tristezza che assaliva ognuno, che sgusciava fuori dall'essere sperduto e s'infiltrava in un








altro spirito








Ssciu, ssciu, sssciuu...








Ricordo la crudeltà della controparte, ma anche quella dei complici e dei compagni








Ccc, ccc, cccc...








ricordo la libertà dopo tanta reclusione,








ricordo l'amnesia dopo tanta agonia,








ricordo questi ricordi senza mai dimenticarli.








 








 Grazie meravigliosa alunna tredicenne, grazie a te ed a tutti i tuoi compagni per queste perle, che mi ripagano del terribile compito sui verbi.








 


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martedì, 04 settembre 2007, ore 17:01
scarabocchiato da myto in ricordi, scuola e dintorni

Ieri primo giorno di scuola e.... scusate signori prof., ma i lavori ai cessi (ovviamente non sono stati chiamati così) non sono ancora finiti, quindi tutte le riunioni (ve le raccomando!) saranno fatte alle elementari.
Bene, meglio, sono più belline, ma io avevo bisogno di rigirarmi nella mia sala prof. , nella biblioteca... insomma volevo concentrarmi nei luoghi dove parlerò, urlerò, riderò, mi stupirò ( eccetera eccetera ) durante l'anno.
Arrivo ai cessi.
Per me sono fondamentali, per tanti motivi che scriverò un'altra volta; ora mi concento su quelli scolastici.
Il primo ( quello della scuola materna) non me lo ricordo, quindi, forse, non c'era.
Era una chiesa e la maestra una suora. Noi bambini si stava a sedere nelle panche e si scriveva (io sono andata in prima che scrivevo e leggevo come una grande:vedrai, non c'era altro da fare!).E i giochi? C'erano, c'erano: tutti belli allineati in una vetrinetta al lato (destro) dell'altare, chiusi a chiave. Non ne ho mai toccato uno. Ho tutti i motivi di credere che i gabinetti non ci fossero. Forse la pipì la si faceva in qualche angolino del cortile e la cacca, quella no la ci si teneva.
Ho fatto le elementari nelle mitiche baracche verdi dell'Isolotto: due aule per baracca e cessi alla turca, con la stufa in mezzo e una panca per chi, spontaneamente o no, era fuori dalla classe. Non ricordo nulla di speciale su tali cessi, mentre ricordo bene la panca dove mi accasciavo con un forte mal di testa,regolarmente, una volta ogni quindici giorni quando la mitica Micheloni diceva "Ora bambine vi do l'albumino e si fa bella calligrafia!" Peccarità: penna, pennino, calamaio, lettere arzigogolate... via! con il mal di testa e fuori di classe a tenermi le mani sul capo (era ovvio che la Miche sapeva la verità,ma la un mi diceva nulla, perchè ero tanto brava in tutto il resto!)
Così come per la materna, anche i cessi delle medie non sono nei miei ricordi, perché in quell'ambiente allucinante in piazza Pitti non ci si rendeva neanche conto se la ci scappava o no. Si studiava come dei pazzi: compiti e interrogazioni e basta, latino a sfare, zitti come mosche. Naturalmente in un posto così le fughe strategiche al gabinetto non funzionavano, così io mi facevo direttamente venire a prendere dalla mia mamma (con l'autobus n°9) o dal mio babbo (con la vespa), dicendo sempre che avevo un gran mal di stomaco.Fingevo, ma un giorno i miei (che s'erano rotti di quei viaggini) mi condussero da un chirurgo, che mi operò all'istante togliendomi l'appendice ed ogni scusa per farmi portare a casa.
Alle magistrali, finalmente, cominciai ad usare i cessi (anzi il cesso, perché era sempre lo stesso) nel modo più adeguato all'età: ci andava a fumare ad ogni cambio di ora, prima e dopo ogni compito, a tirarsi su le gonne sempre troppo lunghe con le quali le nostre mammacce ci facevano uscire, a truccarsi, a piangere perché quello stronzo non ci aveva telefonato e via dicendo.
Conservo ricordi splendidi di quell'angolino in cui si andava in tante e nel quale non avremmo mai e poi mai fatto pipì.
I cessi dell'università non li ricordo: tante sedi, vecchie, fatiscenti:meglio il bar.
Sorrido, invece, a ripensare ai bagni delle elementari, mio luogo di lavoro per 34 anni.
Le maestre ci vanno sempre di corsa, dopo aver fatto un milione di raccomandazioni "boni, zitti, non vi alzate...", poi fanno a malapena a tempo a tirarsi giù le mutande, che alla porta c'è già un meraviglioso nanerottolo che ti dice "mae, io ho già finito l'esercizio, e ora?" "Vengo, vengo!" urlano le poverette e pensano "Vabbé, la fo a casa".
Chiudo con il ricordo più bello.
Insegnavo a Scandicci e un giorno, davanti al naso moccoloso di una bambina, scappai al cesso a vomitare. al mio ritorno dissi alla mia collega "Ma che schifo quella bimba!" e lei mi rispose "Sì, ha fatto un un po' effetto anche a me, te, però tu hai esagerato, secondo me tu sei incinta..." Dopo otto mesi è nata ADO.

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sabato, 11 agosto 2007, ore 11:03
scarabocchiato da myto in scuola e dintorni

Comincio a preparare il mio look in previsione dell'inizio della scuola...

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