lunedì, 03 marzo 2008, ore 16:34
scarabocchiato da myto in sorrisi

Mi viene in mente una domenica qualsiasi , naturalmente di campionato.



Mi viene in mente una coppia che passeggia alle Cascine, nel primo pomeriggio: lei in tacchi e cappottino, con borsetta appoggiata all'avambraccio, che arranca (senza raggiungerlo mai) dietro di lui, in giacchetta (un po' stretta, perchè è ingrassato)

con un "aradino"(maschile, mi raccomando) attaccato all'orecchio. Lui gesticola e, spostando da una parte all'altra della bocca un mozzicone di Nazionale senza filtro, urla frasi sconnesse all'indirizzo dell'allenatore che, anche oggi, ha sbagliato qualcosa nella formazione.

Lui, ogni tanto, si ricorda di lei e torna indietro.

Lei, velocissima, cerca di mettere il suo braccio sotto quello di lui, ma c'è stata un'azione incredibile e si riallontana gesticolando, sudando e soffrendo.

Quando, a casa, gli si dice "Babbo, ma perché non tu vai più allo stadio?", nostro padre risponde "No, oh nini, un posso, starei troppo male, un reggerei!e poi così porto fòri la mamma."

Ah, meno male!



I nostri genitori ormai sono a passeggiare da altre parti , ma ieri a lui sarà cascata la Nazionale dalle labbra quando si è messo a urlare e gli sarà cascato anche l'aradino. Lei si sarà limitata ad un sorrisetto soddisfatto, molto molto soddisfatto



ALÈ VIOLA!!!!!!!

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sabato, 23 febbraio 2008, ore 06:07
scarabocchiato da myto in sorrisi

Né tabacco, né venere: solo Bacco, non molto, un bicchiere (forse due...).


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mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 09:03
scarabocchiato da myto in sorrisi

E' sempre bello.
Mi incuriosisce ancora.
Mi emoziona.
Ne sono innamorata come prima.
Il giorno del mio compleanno.
C'è chi non ne fa parola con nessuno, chi "a me non importa", chi se lo trascorre con pochi intimi, chi vorrebbe morire e resuscitare il giorno dopo...
Io no: lo preannuncio, lo ricordo, lo dico a chi ho intorno e me lo godo.
Fossi una scrittrice di professione, scriverei un libro su questo mio giorno dell'anno, forse verrebbe anche bene, ma non mi riesce e poi, diciamocelo, mi farebbe una gran fatica.
Mi piace l'attesa (un tempo dei regali, ora sinceramente molto meno); mi piace questo 'riassunto' delle persone che si ricordano di me e, soprattutto, mi piacciono le niu-entri ( in barca a vela, nel dubbio 'si lasca' ed in inglese, io nel dubbio, scrivo la pronuncia).
L'augurio di chi prima non ti conosceva è acqua rinfrescante nell'afa della quotidianità, nello scontato.
L'augurio dei soliti è, al contrario, come una bella copertina di lana calda e colorata, magari vecchiotta, ma sicuramente insostituibile.
A scuola: sembravo Wanda Osiris, su e giù per le scale a distribuire cioccolatini a tutti quelli che incontravo. Bacini, abbraccini, regalini, paroline... I ragazzi di prima, schierati, in piedi a cantare. Questo di mattina.
Nel pomeriggio: distribuzione pagelle, compito al posto del quale farei veramente di tutto ,dare lo straccio per terra, pulire i bagni, riordinare la biblioteca...
Sono ahimé coordinatrice in terza e lo devo proprio fare.
Ma, sarà stata l'energia del compleanno, ho superato brillantemente le due ore e mezzo di prova. Le famiglie dei 6 (dico 6!) bocciandi sono uscite con il sorriso sulla bocca e, giuro, di non aver detto loro bugie.
Infine la classica cena a sorpresa.
Il Musico e ADO sono riusciti ad imbastire una rete di collegamenti tale, che mi sono trovata davanti le persone a me più care (alcune non le vedevo davvero da tanto) che, per farmi festa hanno superato la pigrizia di un normale martedì sera,freddissimo per giunta.

Oggi, mercoledì, è il mio giorno libero. Non male.

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mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 21:48
scarabocchiato da myto in sorrisi

Lui, vicino ai novanta. elegante, in cappotto. cappello, bastone e un paio di magnifici baffoni bianchi.
Lei, qualche anno di meno, elegante, in pelliccia, capelli ramati raccolti in una tenera crocchia, controllava amorevolmente che il marito fosse ben coperto e gli raccomandava di vidimare, una volta sul bus, il biglietto numero 3 e 4.
Lui (ridacchiando) "Eh, Eh, quell'Ulisse, non era una dio, ma si dava un gran da fare soprattutto con le donne, non ti pare?"
Lei "Mah. credi?"
Lui "Certo! Hai sentito quanti nomi? E poi ,anche se voleva tornare a casa, non disdegnava certo le femmine"
Lei "Eh, sì!"
Lui "Devi sapere che quando tornò a Itaca (casa sua), si era mascherato, per non farsi riconoscere e..."
Lei "No, ma davvero?"
Lui "Sì, sì, ascolta: il cane e la domestica lo riconobbero, ma morì....."
Lei "Oddio, no, morì la domestica?"
Lui "Ma nooo, il cane, per l'emozione e..."
Lei "Ah, meno male! però, vedi le bestie sono sensibili a volte!"
Lui "Allora ti dicevo, neanche la moglie lo aveva riconosciuto"
Lei "Ah, nooo?!? e allora?"
Lui "Eh, allora successero...."
Porca miseria è arrivato l'autobus e me li ha portati via.
Era tanto che non sorridevo con tanta soddisfazione.
Erano seduti dietro a me, alla presentazione del libro "Nemica a Ulisse" di Monica Centanni, alla biblioteca delle Oblate.
Siamo venuti via insieme ed eravamo alla fermata di via S.Egidio, ma il 23 me li ha portati via.
Sto ancora sorridendo, al pensiero di cosa avrebbe detto alla sua amata e ignara moglie a proposito di arco che non si tende, di Proci ecc.ecc.

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